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Approccio

Come uno spazio può farci stare bene.

Quando progetto una casa, parto da una domanda:

come si sentiranno le persone che la abiteranno?

La disposizione degli ambienti, i percorsi, le visuali e la luce naturale contribuiscono a creare un equilibrio che si percepisce ogni giorno, nei gesti quotidiani come nei momenti di condivisione o di intimità.

Il mio obiettivo è dare forma a luoghi funzionali e armoniosi, capaci di rispondere alle esigenze di chi li vive e di favorire una sensazione di benessere.

Per questo, il mio approccio mette in relazione l'ascolto delle persone, l'organizzazione dello spazio e la qualità della luce, per creare ambienti in cui sentirsi davvero bene.

La zona giorno vista dal divano, con le lampade ad anello e il pranzo sullo sfondo

Ascolto

Ogni progetto comincia da una persona e dal suo modo di vivere.

Prima ancora di disegnare, cerco di capire esigenze, abitudini e desideri: cosa funziona già, cosa invece crea disagio, quali sono le priorità e che cosa si vorrebbe cambiare.

Non esiste una casa ideale uguale per tutti.

Uno spazio può essere aperto e fluido per qualcuno, raccolto e protetto per qualcun altro. Può avere bisogno di più ordine, più luce, più relazione tra gli ambienti o, al contrario, di luoghi in cui ritrovare silenzio e intimità.

Ascoltare significa partire dalla persona, non dalla soluzione.

Una sala da pranzo con una lampada a sospensione bianca a spirale sopra il tavolo scuro, sedie bianche, due quadri e la luce del giorno sulle pareti

Spazio

Lo spazio è il primo strumento attraverso cui trasformare il modo di abitare.

Distribuzione, proporzioni, percorsi e relazione tra gli ambienti determinano gran parte della nostra esperienza quotidiana, spesso prima ancora che ce ne rendiamo conto.

Ripensare uno spazio significa quindi chiedersi non soltanto dove mettere le cose, ma come vogliamo vivere ciò che accade dentro quello spazio.

Una cucina può diventare il centro della vita familiare. Un corridoio può smettere di essere soltanto un passaggio. Una stanza può acquistare una nuova funzione semplicemente cambiando relazione con quelle vicine.

Il progetto nasce da queste connessioni.

Luce

La luce è una delle componenti che più profondamente modificano la percezione di un ambiente.

La luce naturale cambia durante il giorno, mette in risalto superfici e materiali, modifica i colori e crea atmosfere diverse nelle stesse stanze.

La luce artificiale può accompagnare questo ritmo, rendendo gli ambienti più funzionali e costruendo atmosfere differenti in relazione ai momenti della giornata.

Per questo la considero una vera e propria materia del progetto.

Non è un elemento da aggiungere alla fine, ma qualcosa da pensare insieme allo spazio, ai colori, ai materiali e agli arredi.

Un soggiorno illuminato da linee di luce lungo le pareti e la mensola, con una lampada a sospensione bianca a due anelli sopra il tavolo e l'ingresso in un blocco grigio scuro

Benessere

Da questa attenzione nasce il mio interesse per una domanda che considero sempre più importante:

come può lo spazio contribuire al nostro benessere?

È una ricerca che sto approfondendo attraverso lo studio della neuroarchitettura, guardando alla relazione tra ambiente, percezione e comportamento.

L'obiettivo non è applicare formule, ma comprendere meglio ciò che sperimentiamo ogni giorno negli spazi che abitiamo: perché alcuni ambienti ci fanno sentire a nostro agio, altri ci affaticano, alcuni ci invitano a stare insieme e altri ci fanno desiderare di ritirarci.

È un percorso che sto portando progressivamente dentro il mio modo di progettare.

Una libreria bianca piena di libri su una parete verde chiaro, con piante tra i ripiani e una pianta ricadente lungo il fiancoUna foglia di Monstera da vicino, verde e traforata, con la libreria sfocata dietro

La natura dentro il progetto

Anche il rapporto con la natura fa parte di questa ricerca.

Il verde, i materiali naturali, la luce e la relazione con l'esterno assecondano la nostra tendenza innata a cercare un contatto con le forme viventi.

Sono elementi che possono contribuire alla qualità percettiva di uno spazio e che trovano una loro sintesi nei principi della biofilia.

Non si tratta semplicemente di portare qualche pianta dentro casa, ma di progettare una relazione più consapevole tra interno ed esterno, tra ambiente costruito e mondo naturale.

Uno spazio non si guarda soltanto: si vive.

È questo il punto di partenza del mio approccio.

Progettare significa considerare insieme ciò che vediamo e ciò che percepiamo, la funzione e l'atmosfera, la materia e la luce, le esigenze concrete e la dimensione più personale dell'abitare.

Perché una casa ben progettata non dovrebbe soltanto essere bella da vedere. Dovrebbe farci stare bene dentro.

Hai uno spazio che vuoi trasformare?

Raccontami cosa vorresti cambiare, come vivi oggi la tua casa e cosa vorresti ottenere.